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La chiave di San Valentino

La festa di San Valentino è molto sentita a Udine e si celebra in borgo Pracchiuso fin dal 1689. C’è la chiesa a questo santo dedicata e, in occasione della festa, il 14 febbraio, si fa una breve processione, si celebra l’Eucaristia, si venerano le reliquie del Santo, si distribuiscono le chiavette portafortuna ed il pane benedetto, e si invoca la benedizione per la protezione su fidanzati e sposi. Ci sono le bancarelle, sempre molto affollate, e si festeggia l’approssimarsi della primavera.

 

Ma perché la chiave?

 

Si narra che San Valentino avesse doti taumaturgiche, ma questo non spiega cosa abbia questo a che fare con le chiavi…. Certo, le chiavi sono simboli magici, ma come si collegano a San Valentino?

 

Quanto scrive in proposito d. Stefano Chioatto, ci può illuminare:

Il Santo dei bambini e il segno della chiavetta

Narra la tradizione che Valentino possedesse un grande giardino che coltivava e ogni giorno consentiva ai bambini di entrarvi e giocare a patto che non facessero danni. Essendo stato imprigionato Valentino nel corso della persecuzione, i bambini non avevano più un luogo dove andare a giocare ed erano in pianto. Due dei piccioni viaggiatori che il santo possedeva riuscirono a trovare il carcere dove Valentino era rinchiuso e a posarsi alla finestra della sua cella. Al collo del primo piccione legò un biglietto nel quale manifestava il suo amore per i piccoli e al collo del secondo la piccola chiave del cancello del suo giardino. E fu così che al ritorno dei piccioni i bambini poterono tornare a giocare nel parco di Valentino. La chiave di Valentino da allora è divenuta simbolo della benevolenza del santo nei confronti dei piccoli.

Vogliamo andare a passeggio nel parco di San Valentino?

Adriana l’ha trovata per noi e ci insegna a realizzarla…Buona passeggiata e buon San Valentino a tutti!

Ventagli da collezione

Ventagli da collezione

Autrice: ADRIANA LAZZARI

 

Spiegazione di quattro diversi progetti composti da vari elementi che, volendo, si possono ricomporre a piacere sostituendo i vari pezzi o rielaborandoli, inventarne di nuovi.

 

 

 

“Il Pizzo Margarete” di Adriana Lazzari

Pizzo Margarete

In questo momento di rivisitazione delle arti antiche femminili trova la sua collocazione anche il Pizzo Margarete.

Poter elaborare con le proprie mani questo pizzo affascinante è un’idea piacevole per tutti.

Seguendo le chiare e semplici spiegazioni contenute nelle pagine di questo libro, amorevolmente scritto da Adriana, si arriva sicuramente a risultati eccezionali.

 

Vedrete che capolavori!  Lucia

Contenuto:

  • Scuola di base (da seguire alla lettera)
  • Quindici schede spiegate ed illustrate di lavori in Pizzo Margarete